Padova a tavola
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La secolare tradizione gastronomica padovana affonda le sue radici nei prodotti semplici dell'orto, del cortile, della vigna, nella "pertica" degli insaccati, nei frutti di stagione e, in alcune zone, nelle erbette spontanee.
I prodotti della corte esprimono la regalità della proposta padovana: la famosa Gallina Padovana, la gallina di Polverara, l'oca, la faraona, il cappone, l'anatra rappresentano un patrimonio dove trovano sintesi storia, tradizioni e gastronomia. | ||
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Nei Colli Euganei la coltivazione dell'olio è sempre stata costante dall'epoca pre-romana ad oggi. L'olio extra vergine di oliva prodotto nell'area dei Colli Euganei deriva unicamente dal territorio dei 15 comuni sottoposti a tutela dell'ente Parco Regionale dei Colli Euganei. Il suo colore è tipicamente verde oro; è un prodotto delicatamente fine, ottenuto con estrazione a freddo, generalmente confezionato non filtrato, dopo accurate decantazioni. | ||
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La tavola invernale ha due prodotti d'eccellenza: il radicchio e il Prosciutto di Montagnana. | ||
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Oltre che per la splendida cinta muraria medievale perfettamente conservata, Montagnana è famosa anche per i prosciutti, una tradizione che affonda le radici nelle stesse tradizioni rurali della sua pianura e che gli abitanti dell'antica cittadina continuano orgogliosamente a chiamare prosciutto crudo | ||
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La primavera propone come prodotto d'eccellenza l'asparago, di cui la provincia di Padova è principale produttore, sia per la tipologia bianca che per quella verde. Nella sua breve apparizione primaverile l'asparago accompagna il permanere a tavola in modo molto semplice ma diffuso. Uova e asparagi o il delicato risotto con gli asparagi non mancano mai sia nelle proposte dei ristoranti che nelle tavole delle famiglie di tutta la provincia. | ||
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Per l'estate la tavola padovana propone i suoi ottimi formaggi. Qui, soprattutto nelle zone a nord della provincia, zona dei prati stabili, vengono prodotti alcuni tipi di formaggi tra i più ricercati della nostra regione quali il Grana Padano, l'Asiago e il Montasio. | ||
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Il ricettario trae le sue origini storiche all'epoca degli Obizzi, dei Carraresi e dei Contarini, che hanno saputo creare e valorizzare dei piatti prelibati, riscattando la semplicità degli ingredienti. E' però pressochè impossibile parlare di omogeneità nella cucina padovana, poichè il territorio della provincia nelle sue diversificazioni lagunari e vallive, collinari, fluviali e di pianura, offre alla cucina una gran varietà di ingredienti, che si diversificano da zona a zona. Pochi sono i piatti distribuiti uniformemente: tra questi, forse il più famoso è il "bollito alla padovana" nella versione codificata nel Seicento dall'alemanno Mattia Giegher. | ||
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Altri piatti sono i "risi e bisi" e la sostanziosa "pasta e fasoi". Le proposte della cucina si abbinano ai generosi vini padovani: noti da tempo e già esaltati dal Petrarca e dal Ruzante, sono oggi garantiti dalla serietà e competenza dei vignaioli riuniti nel Consorzio vini D.O.C. dei Colli e di Bagnoli. Grazie al costante impegno degli operatori, la cucina veneta,e padovana, viene tramandata mantenendo le delicate peculiarità degli antichi piatti pur non rinunciando ad attuali rivisitazioni secondo i canoni più moderni. | ||
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Le eccellenze dell'enogastronomia padovana sono ora certificate dal marchio di qualità Padova da gustare, e codificate nella Carta dell'eccellenza dell'enogastronomia padovana, che stabilisce i criteri per garantire l'assoluta tipicità, genuinità e rintracciabilità dei prodotti enogastronomici padovani. | ||
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Gli ITINERARI DELLA TRADIZIONE GASTRONOMICA PADOVANA portano alla suddivisione del territorio in quattro comprensori gastronomici (per visualizzare il comprensorio cliccare sul nome): | ||
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