Villa Zigno detta "La Certosa"
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In riva al fiume sorge il complesso architettonico dell'ex-Certosa del XVI secolo. Visitabili il chiostro maggiore (con conci in cotto e archi a tutto sesto) e quello minore (con colonne doriche ad anelli sovrapposti).
Il vasto complesso archittettonico sede dei Certosini dal 1550, è oggi in gran parte trasformato in azienda agricola e versa in stato di abbandono. Un documento religioso permette di fissare la data iniziale dei lavori nel 1534. Vi operarono Andrea Moroni, attivo a Padova, a cui si deve la facciata della chiesa e Andrea Della Valle, istriano, nominato architetto della fabbrica nel 1560. Soppressa la comunità conventuale nel 1768, andarono distrutti parte dei chiostri, il campanile, le cappelle e la cupola della chiesa e asportati pregevoli dipinti. La chiesa, dedicata ai santi Girolamo e Bernardo, una volta ridotta di dimensioni, venne utilizzata come tomba di famiglia dei De Zigno. Si sono salvati due lati del primo e due del secondo chiostro su cui si aprono tre celle a due piani, separate sul retro da un porticato doppio. Il chiostro maggiore è elegante con conci in cotto a quadrelli sagomati sulla balaustra che chiude gli ariosi archi classicheggianti; il minore, retto da colonne doriche ad anelli sovrapposti e da arcate in bugnato, è rustico ed insieme raffinato. Il complesso fu adattato ad abitazione nel secolo XIX e subì nel corso dei secoli notevoli cambiamenti. Oggi, impegnativi lavori di restauro stanno riportando all'aspetto originale i vari chiostri, la foresteria, le celle monacali e la chiesa. |
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